In ocasioni de is tzelebrassionis pro santu Sidori, patronu de is massajos, su 19 de Maju de is oras 18, s’at a fàghiri in Nuràminis un atòbiu de sa sèrie ‘Contus‘ de Khorakhané.

At a intervènniri s’istòricu de s’Arti Mauro Salis de s’Universidadi de Casteddu. At a faeddari de comenti su cultu de
Santu Sidori est arribbadu a innoi dae Madrid, de is genias de rapresentatzionis artìsticas chi ammustrant a Santu Sidori e chi
acumpangiant sa devossioni a su Santu in Nuràminis e in totu sa Sardigna.

Gràtzia a su progetu ‘Fotografica‘ s’at a pòdiri visitai una mostra pitica dedicada a is festas religiosas de Nuràminis.
S’atobiu e sa mostra iant a èssiri in pratza de Domu Mata in Nuràminis.
A pustis de s’atobiu Khorakhane at a cumbidari a totus una tasa de binu.

Su manifestu de sa manifestatzioni innoi.

In occasione delle celebrazioni per Sant’Isidoro, patrono dei contadini, il 19 maggio dalle ore 18 si terrà a Nuraminis un incontro della serie Contus di Khorakhané. Interverrà lo storico dell’arte Maurso Salis dell’Università di Cagliari che illustrerà tempi e traiettorie attraverso i quali il culto del Santo è giunto in Sardegna da Madrid. Grazie al progetto Fotografica sarà visitabile una piccola mostra dedicata alle feste religiose di Nuraminis. L’incontro si terrà nella casa Matta a Nuraminis e verrà seguito da un rifresco.

L’ingresso è libero e gratuito.

Raquel Fayad è un’artista brasiliana, direttrice del Museo Storico Paulo Setúbal e coordinatore culturale di AMART.  Dal 10 al 15 ottobre, Raquel abiterà a Nuraminis per coordinare il laboratorio d’arte Luoghi Inauditi, aperto a tutti i ragazzi e le ragazze tra i 14 e i 30 anni.

Raquel è laureata in Belle Arti e come artista lavora con la pittura, il disegno, il video e l’installazione, ricercando linee, ripetizioni, sovrapposizioni, accordi cromatici, con materiali diversi, processi collettivi e collaborativi. Ha partecipato a numerose esposizioni, tra le quali MAM Rio (2014), Marta Traba Galleria – Memorial dell’America Latina (San Paolo, 2014), Casa del Look Luis Sacilotto – (Santo André 2013-2015) e Almeria Museo (Spagna, 2012). Dal 2015 collabora con Noarte PaeseMuseo di San Sperate. 13 sue opere sono presenti nella collezione MAM RIO – Gilberto Chateaubriand Collection.

raquel Fayad

Immagine anteprima YouTube

Memorie di uno sfollamento è il progetto a cura dell’associazione Khorakhané che racconta l’abbandono di Cagliari nel 1943 e la dispersione di decine di migliaia di cittadini nei villaggi della campagna sarda. Una ricerca condotta attraverso testimonianze orali, fonti archivistiche nazionali e internazionali e le fotografie: una documentazione di grande bellezza che sarà il nucleo fondativo di una banca dati digitale per lo studio di uno dei fenomeni di abbandono più significativi degli ultimi mille anni.

Anche tu puoi contribuire al nostro progetto. Se possiedi fotografie che ritraggono gli sfollati, Cagliari e i paesi sardi negli anni Quaranta scrivici all’indirizzo di posta elettronica:  asso.khorakhane@gmail.com. Saremo lieti di scannerizzare le foto direttamente a casa tua, senza doverle prendere in prestito.

Così la tua storia diventerà protagonista di una vicenda che ha lasciato tracce indelebili nella coscienza collettiva e ha cambiato per sempre il rapporto tra città e campagna.

Maggiori informazioni sul progetto:
La mappa degli sfollamenti
Rassegna stampa
Anteprima a Cagliari

Giaime PintorLa Soprintendenza archivistica per la Sardegna promuove una due giorni dal titolo Giaime Pintor e il lungo viaggio dell’antifascismo italiano. Le carte, la memoria, la storia. Il 25 e il 26 novembre prossimi presso il Teatro Lirico di Cagliari di via Sant’Alenixedda, storici e artisti riscopriranno la figura di Giaime Pintor, la cui breve e intensisissima biografia sembra riassumere quella dei tanti giovani intellettuali antifascisti cresciuti all’ombra del regime mussoliniano. Storia e teatro, col corredo della mostra “Doppio diario”, guideranno il pubblico verso la conoscenza di una pagina importante del Novecento sardo e italiano.

La storia del piccolo villaggio di fondazione greca Montresta attraversa temi cruciali della storia del Mediterraneo: diaspore e nostos, dispersioni e nostalgico ritorno, tolleranza religiosa, rapporto centro-periferia, controllo del territorio da parte delle comunità locali. Proprio Montresta, in piazza IV novembre, domani venerdì 26 luglio 2013 dalle ore 19, ospiterà la presentazione del volume Nostos, Montresta e i Greci – Diaspore, emigrazioni e colonie nel Mediterraneo dal XVIII al XIX secolo curato da Stefano Pira per la AM&D Edizioni.

Il libro ripercorre la progettazione della omonima colonia fondata dai greci. A metà del Settecento il re di Sardegna Carlo Emanuele III, il pontefice Benedetto XIV (Prospero Lambertini) e i sette vescovi sardi dialogano per varare il nuovo popolamento. Nell’arco di un decennio si accumulano mappe, studi e trattative tra Sardegna, Corsica, Grecia, Torino e Roma, tra regi e sacri palazzi.
I futuri coloni chiedono il rispetto della loro identità religiosa: la loro terra d’origine, la Maina, nel Peloponneso, accoglie sia cattolici di rito orientale che ortodossi, considerati scismatici. Benedetto XIV, con una sua Istruzione (inedita, pubblicata nel presente volume) sui greci nel Mediterraneo nei loro rapporti con la Chiesa di Roma, respinge le richieste greche. Saranno i greco-corsi ad accettare la professione di fede, arrivando nell’isola con successive ondate.

Montresta la greca diventerà sarda ma, a differenza di quanto racconta la leggenda romantica, non sarà un bagno di sangue da parte degli isolani a compiere la mutazione. Saranno invece i fattori storici di lunga durata, raccontati in centinaia di documenti, a selezionare la sopravvivenza nel dialogo-scontro con la combattiva classe dirigente della confinante città reale di Bosa. Montresta offre documenti di grande interesse che dimostrano quanto la Sardegna fosse attraversata da diaspore interne ed esterne, i cui fili univano centro e periferia, in uno sforzo di progettazione coloniale multietnico e multireligioso senza precedenti nella storia moderna dell’isola. 

All’appuntamento interverranno Antonio ZEDDA, sindaco di Montresta, Attilio MASTINO, rettore università degli studi di Sassari, Jannis Korinthios dell’Università degli studi della Calabria, Cecilia TASCA, Stefano PIRA e Giampaolo SALICE dell’università degli studi di Cagliari.

Fronte.ombra

L’infeudazione della curatoria giudicale di Gippi (Villasor) spiegata in modo semplice (ma col ricorso alle fonti d’archivio). Il territorio è centrale per gli equilibri territoriali del Campidano meridionale e formerà il cuore di uno dei feudi più importanti di tutta l’età spagnola in Sardegna. La clip è estratta dal saggio multimediale Quasi un Secentenario.

Immagine anteprima YouTube

frammento

La chiesa parrocchiale di San Pietro di Nuraminis conserva alcuni frammenti marmorei d’età bizantina (seconda metà del X secolo), testimonianze dell’arte greco-ortodossa in Sardegna. Secondo gli storici che li hanno studiati, i frammenti di marmo bianco facevano orginariamente parte di una struttura architettonica a forma di baldacchino sovrastante l’altare nelle chiese medievali (ciborio). I frammenti sono caratterizzati da decorazioni geometriche (tra le quali spiccano pavoni e pavoncelle simboli dell’immortalità dell’anima cristiana) e da iscrizioni in greco (invocazione a Cristo, preghiera per la remissione dei peccati, dedica a San Costantino Magno).

Come ha notato lo storico Roberto Coroneo,  la dedica all’imperatore è molto importante perché è scritta in lingua greca (KONSTANTINOU MEGALOU) ma con caratteri latini e dimostra come le élite locali del tempo avessero padronanza di entrambe le lingue. Inoltre la dedica a San Costantino permette di ipotizzare che i frammenti dal ciborio (ritrovati incastonati nella parrocchiale di S. Pietro) fossero in origine collocati nella chiesa distrutta di San Costantino, ubicata nella campagna fra Nuraminis e Villagreca. Lo stesso nome di quest’ultimo paese (per secoli autonomo, ma oggi frazione di Nuraminis) è la traccia dell’importante esperienza culturale e religiosa greco-ortodossa che ha caratterizzato l’area per diversi secoli.

 

Per saperne di più

  • R. Serra, La chiesa quadrifida di S. Elia a Nuxis (e diversi altri documenti altomedievali in Sardegna), in Studi Sardi, XXI, 1968-70, pp. 30-61.
  • L. Pani Ermini, Una testimonianza del culto di San Costantino in Sardegna, in Memoria Sanctorum Venerantes, Studi in onore di Mons. Victor Saxer, Studi di Antichità Cristiana, XLVIII, Roma-Città del Vaticano, pp. 613-625.
  • R. Coroneo, Marmi epigrafici mediobizantini e identità culturale greco-latina a Cagliari nel secolo X, in Archivio Storico Sardo, XXXVIII, 1995, pp. 103-121.
  • R. Coroneo, Scultura mediobizantina in Sardegna, Nuoro, 2000.

villasor-quasi-un-secentenario-laudio-video-d-L-ku76bs

Le case-forte sono un tipo architettonico ancora poco conosciuto, sebbene diffuso in maniera capillare in tutto il territorio della Sardegna. Queste strutture abitative erano la casa “rurale” dei nobili sardi, ma anche la sede di una serie complessa di funzioni, legate al ruolo giurisdizionale del feudatario.

Marcello Schirru, storico dell’architettura, ci guiderà alla scoperta di questa particolare forma di architettura, la quale sta permettendo agli storici di ricostruire aspetti essenziali della straordinaria stagione di colonizzazione, ripopolamento e riassetto rurali che hanno luogo tra Quattrocento e Settecento e nei quali la classe signorile e feudale sarda ha giocato un ruolo cruciale.

In occasione dell’incontro verranno proiettati alcuni estratti dal dvd “Quasi un Secentenario“, realizzato da Khorakhané e dedicato alla storia della casa-forte di Villasor.

DOVE? Nuraminis, salone Montegranatico (VEDI MAPPA)

QUANDO? Sabato 09 febbraio 2013, dalle ore 18.15

CHI? Marcello Schirru, ingegnere e dottore di ricerca in storia dell’architettura, è docente incaricato del Laboratorio di storia dell’architettura presso la facoltà di architettura di Cagliari dove collabora ai programmi didattici e di ricerca relativi alla stessa disciplina. Ha appena concluso un progetto biennale di ricerca sul tema dell’evoluzione urbana e architettonica dei complessi conventuali moderni in Sardegna, finanziato dalla regione Sardegna. Svolge la libera professione nel campo dell’architettura e del restauro.

Vai alla barra degli strumenti