Arte Bizantina a Nuraminis e Villagreca

frammento

La chiesa parrocchiale di San Pietro di Nuraminis conserva alcuni frammenti marmorei d’età bizantina (seconda metà del X secolo), testimonianze dell’arte greco-ortodossa in Sardegna. Secondo gli storici che li hanno studiati, i frammenti di marmo bianco facevano orginariamente parte di una struttura architettonica a forma di baldacchino sovrastante l’altare nelle chiese medievali (ciborio). I frammenti sono caratterizzati da decorazioni geometriche (tra le quali spiccano pavoni e pavoncelle simboli dell’immortalità dell’anima cristiana) e da iscrizioni in greco (invocazione a Cristo, preghiera per la remissione dei peccati, dedica a San Costantino Magno).

Come ha notato lo storico Roberto Coroneo,  la dedica all’imperatore è molto importante perché è scritta in lingua greca (KONSTANTINOU MEGALOU) ma con caratteri latini e dimostra come le élite locali del tempo avessero padronanza di entrambe le lingue. Inoltre la dedica a San Costantino permette di ipotizzare che i frammenti dal ciborio (ritrovati incastonati nella parrocchiale di S. Pietro) fossero in origine collocati nella chiesa distrutta di San Costantino, ubicata nella campagna fra Nuraminis e Villagreca. Lo stesso nome di quest’ultimo paese (per secoli autonomo, ma oggi frazione di Nuraminis) è la traccia dell’importante esperienza culturale e religiosa greco-ortodossa che ha caratterizzato l’area per diversi secoli.

 

Per saperne di più

  • R. Serra, La chiesa quadrifida di S. Elia a Nuxis (e diversi altri documenti altomedievali in Sardegna), in Studi Sardi, XXI, 1968-70, pp. 30-61.
  • L. Pani Ermini, Una testimonianza del culto di San Costantino in Sardegna, in Memoria Sanctorum Venerantes, Studi in onore di Mons. Victor Saxer, Studi di Antichità Cristiana, XLVIII, Roma-Città del Vaticano, pp. 613-625.
  • R. Coroneo, Marmi epigrafici mediobizantini e identità culturale greco-latina a Cagliari nel secolo X, in Archivio Storico Sardo, XXXVIII, 1995, pp. 103-121.
  • R. Coroneo, Scultura mediobizantina in Sardegna, Nuoro, 2000.

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