Il nuovo laboratorio multimediale di Khorakhané si chiama “La Scatola Magica” è dedicato alla fotografia. Quattro incontri durante i quali i partecipanti impareranno a costruirsi la propria macchina fotografica artigianale.

Applicando le regole fondamentali della fotografia, i partecipanti al laboratorio  realizzeranno immagini fotografiche attraverso il semplice uso della luce
e l’allestimento di una camera oscura.

Una volta sviluppate, le fotografie verranno presentate in una mostra aperta al pubblico che si terrà a Nuraminis al termine del laboratorio.

Gli interessati a partecipare devono compilare il brevissimo questionario  disponibile a questo indirizzo; verranno poi ricontattati il prima possibile.

Responsabile organizzativo: Valentina Fadda.
Costo di iscrizione: € 10.

 

Fotografica è il progetto dell’Associazione Khorakhané che raccoglie, cataloga, metadata e georeferenzia le fotografie conservate dalle famiglie di Nuraminis, Villagreca e dei territori vicini.

Un archivio digitale attraverso il quale cerchiamo di raccontare i riti religiosi e civici, il tempo libero e il lavoro, le trasformazioni urbanistiche e del paesaggio, i momenti di rottura e le persistenze di lungo periodo che hanno segnato, lungo il Novecento, il trapasso delle nostre comunità dalla civiltà contadina alla società dei consumi.

Il portale, curato dal Gruppo fotografia dell’Associazione, con l’assistenza tecnica di Contabi srl, verrà presentato il prossimo sabato 19 dicembre, dalle ore 17 al Montegranatico di Nuraminis, in occasione delle manifestazioni per il Natale organizzate dall’Amministrazione Comunale.

Sono quasi 300 le fotografie che sono già state catalogate e che dal 19 dicembre saranno accessibili a tutti. La gran parte delle immagini proviene da collezioni private. La popolazione verrà coinvolta, attraverso incontri mirati e i social network, nell’identificazione dei protagonisti degli scatti, nell’individuazione dei luoghi, delle strutture architettoniche, nella datazione. Un progetto aperto e sociale, che chiama a raccolta tutti coloro che hanno voglia e interesse a ricostruire le radici storiche, sociali ed economiche della propria terra.

Perché da quasi mille anni i nuraminesi manifestano una profonda devozione nei confronti de martire sardo? Che rapporto c’è tra il santo-militare e la cultura greco-bizantina di cui è erede Villagreca? Perché – secondo la leggenda – i contadini di Serramanna cercarono di rubare San Lussorio?

Si parlerà di questo e del legame tra il culto di Lussorio e l’acqua nell’incontro organizzato dal GAL Terra, Sole, Grano in occasione dei festeggiamenti nuraminesi in onore di San Lussorio. L’appuntamento è per per il 21 agosto, dalle 17.30 nella chiesetta campestre dedicata al santo. Introducono Mariassunta Pisano, Sindaco di Nuraminis e Irene Farris, assessore alla Cultura di Nuraminis. Interverranno lo storico Giampaolo Salice e l’archeologo Nicola Dessì. Parteciperanno inoltre Annalisa Utzeri (Comune di San Vito), una rappresentanza del Comitato di San Lussorio di San Vito e il gruppo Folk Sa Corona di Nuraminis.

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frammento

La chiesa parrocchiale di San Pietro di Nuraminis conserva alcuni frammenti marmorei d’età bizantina (seconda metà del X secolo), testimonianze dell’arte greco-ortodossa in Sardegna. Secondo gli storici che li hanno studiati, i frammenti di marmo bianco facevano orginariamente parte di una struttura architettonica a forma di baldacchino sovrastante l’altare nelle chiese medievali (ciborio). I frammenti sono caratterizzati da decorazioni geometriche (tra le quali spiccano pavoni e pavoncelle simboli dell’immortalità dell’anima cristiana) e da iscrizioni in greco (invocazione a Cristo, preghiera per la remissione dei peccati, dedica a San Costantino Magno).

Come ha notato lo storico Roberto Coroneo,  la dedica all’imperatore è molto importante perché è scritta in lingua greca (KONSTANTINOU MEGALOU) ma con caratteri latini e dimostra come le élite locali del tempo avessero padronanza di entrambe le lingue. Inoltre la dedica a San Costantino permette di ipotizzare che i frammenti dal ciborio (ritrovati incastonati nella parrocchiale di S. Pietro) fossero in origine collocati nella chiesa distrutta di San Costantino, ubicata nella campagna fra Nuraminis e Villagreca. Lo stesso nome di quest’ultimo paese (per secoli autonomo, ma oggi frazione di Nuraminis) è la traccia dell’importante esperienza culturale e religiosa greco-ortodossa che ha caratterizzato l’area per diversi secoli.

 

Per saperne di più

  • R. Serra, La chiesa quadrifida di S. Elia a Nuxis (e diversi altri documenti altomedievali in Sardegna), in Studi Sardi, XXI, 1968-70, pp. 30-61.
  • L. Pani Ermini, Una testimonianza del culto di San Costantino in Sardegna, in Memoria Sanctorum Venerantes, Studi in onore di Mons. Victor Saxer, Studi di Antichità Cristiana, XLVIII, Roma-Città del Vaticano, pp. 613-625.
  • R. Coroneo, Marmi epigrafici mediobizantini e identità culturale greco-latina a Cagliari nel secolo X, in Archivio Storico Sardo, XXXVIII, 1995, pp. 103-121.
  • R. Coroneo, Scultura mediobizantina in Sardegna, Nuoro, 2000.

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