sardegna

L’insediamento della Costa Smeralda e i processi di “costasmeraldizzazione” saranno al centro dell’appuntamento di chiusura di Storia e Storie dell’insediamento organizzato dall’Associazione Khorakhané. Francesca Oggiano, dottorando del dipartimento di architettura dell’Università di Cagliari, ci guiderà nella lettura dei fenomeni urbani della Costa Smeralda, attraverso le chiavi interpretative e critiche offerta dall’architettura.

DOVE? Nuraminis, salone Montegranatico (VEDI MAPPA)

QUANDO? sabato 23 marzo 2013, dalle ore 18.15

CHI? Francesca Oggiano è laureata in Ingegneria Edile-Archiettura. Attualmente è Ph.D student e tutor del corso di Architettura Tecnica e Composizione presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Cagliari. Ha partecipato a diversi workshop internazionali di architettura (Santiago – Cile 2008, Ales – Italy 2009, Salvador de Bahia – Brasil 2010, Ales – Italy 2011, Ales – Italy 2011) e a campi di studio e di ricerca progettuale sui temi della struttura urbana nel contesto Mediterraneo, la dignità degli spazi urbani e degli spazi intermedi, il rapporto tra la densità e l’habitat, il fenomeno della contemporanea trasformazione degli insediamenti e la degenerazione del paesaggio urbano.

Le città e i villaggi della Sardegna conservano autentici tesori d’arte, dei quali spesso non si conoscono nè gli artefici, nè le ragioni per cui furono realizzati. Il prossimo sabato 16 febbraio, Mauro Salis, storico dell’arte dell’Università di Cagliari, ci guiderà alla scoperta di questo affascinante capitolo della storia sarda, proponendo al pubblico di Storia e storie di Khorakhané i più recenti risultati di ricerche condotte nei principali archivi europei.

DOVE? Nuraminis, salone Montegranatico (VEDI MAPPA)

QUANDO? Sabato 16 febbraio 2013, dalle ore 18.15

CHI? Mauro Salis è laureato in Storia dell’arte, collabora con il Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storico-artistiche dell’Università di Cagliari, presso il quale è dottorando in Fonti scritte. È stato consulente della Presidenza della Regione Sardegna per la progettazione e realizzazione del portale dei beni culturali SardegnaCultura. La sua attività di ricerca si focalizza sullo studio della scultura lignea e marmorea tra XVI e XVII secolo nel bacino del Mediterraneo, con particolare riferimento alla circolazione di artisti e opere tra Penisola iberica, Sardegna e Italia meridionale.

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Il carciofo in Sardegna ha una tradizione antica, ma la sua evoluzione da specie presente negli orti familiari a coltivazione specializzata dell’ecotipo locale spinoso risale agli anni Venti del Novecento. Sabato 16 marzo 2013 a partire dalle 18.15, Anna Barbara Pisanu, ricercatrice dell’Agris Sardegna, guiderà il pubblico di Storia e Storie di Khorakhané alla scoperta della storia di questa importante coltura specializzata, che dal primo Novecento fino ad oggi ha dato un impulso decisivo alla nascita di un’industria agricola di trasformazione in Sardegna.

DOVE? Nuraminis, salone Montegranatico (VEDI MAPPA)

QUANDO? sabato 16 marzo 2013, dalle ore 18.15

CHI? Anna Barbara Pisanu è laureata in Scienze Agrarie presso l’Università di Sassari. Dal 1989 inizia a lavorare al Centro Regionale Agrario Sperimentale (ora confluito nell’Agris Sardegna) che insieme all’Università è uno dei motori dell’evoluzione della tecnica agronomica in Sardegna. L’attività di ricerca di Pisanu si concentra fin da subito su orticoltura in serra e in pieno campo. Ha collaborato ai programmi di ricerca relativi al miglioramento della tecnica moltiplicazione e di selezione del carciofo spinoso sardo e attualmente è responsabile scientifico del Progetto di ricerca “Interventi per il rilancio della filiera del carciofo in Sardegna” finanziato dal Centro Regionale di Programmazione della Regione Autonoma della Sardegna. In passato ha  coordinato in qualità di responsabile scientifico le attività di ricerca relative al progetto PON “Applicazione di zeoliti naturali per lo sviluppo di tecniche agronomiche innovative e per il miglioramento della compatibilità ambientale” coofinanziato dall’UE e dal MIUR. E le attività di ricerca relative al progetto INTERREG MED III B “Gestione rischio nitrati in ambiente mediterraneo” coofinanziato dall’UE.Anna Barbara Pisanu è laureata in Scienze Agrarie presso l’Università di Sassari. Dal 1989 inizia a lavorare al Centro Regionale Agrario Sperimentale (ora confluito nell’Agenzia Agris Sardegna) che insieme all’Università è uno dei motori dell’evoluzione della tecnica agronomica in Sardegna.

7_112_20090430165353Proseguono gli incontri di Storia e storie di Khorakhané. Il prossimo appuntamento, previsto persabato 9 marzo, avrà come protagonista lo storico dell’architettura Franco Masala e le politiche dicolonizzazione agricola messe in campo negli anni del fascismo in Sardegna. Durante ilVentennio, il territorio sardo diviene una sorta di laboratorio nell’ambito di quella “bonifica integrale” che fu una delle imprese più complesse del regime, anche perché inserita nel rapporto contraddittorio città/campagna. Il villaggio Mussolini (1928), poi Mussolinia di Sardegna (e dal 1944 Arborea), nato nelle paludi dell’oristanese, fu il primo nuovo insediamento che aprì la strada ai successivi. Fertilia, inaugurata nel 1936, fa parte degli interventi nella Nurra, con un interessante cambio di destinazione nel secondo dopoguerra dovuto al ripopolamento con i profughi giuliani.

DOVE? Nuraminis, salone Montegranatico (VEDI MAPPA)

QUANDO? sabato 09 marzo 2013, dalle ore 18.15

CHI? Franco Masala si è laureato in Architettura nell’Università degli Studi di Firenze. Si è perfezionato in Storia dell’arte nell’Università degli Studi di Cagliari ed è stato docente diStoria dell’arte nel liceo classico “Dettori” di Cagliari, professore a contratto di Storia dell’architettura e di Conoscenza e tutela dei beni artistici nell’Università degli Studi di Cagliari. È stato vicepresidente dell’Ordine degli Architetti dal 2001 al 2006, Ispettore archivistico onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Attualmente partecipa a convegni, congressi, seminari, anche in qualità di relatore e/o per l’organizzazione e il coordinamento. È autore di numerosi saggi tra i quali Architettura dall’Unità d’Italia alla fine del ‘900, nella collana “Storia dell’arte in Sardegna” Ilisso, Nuoro 2001 e il volume monograficoArchitetture di carta. Progetti per Cagliari (1800-1945) Am&D Edizioni

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Domenica 03 marzo dalle 18.15, l’associazione Khorakhané ospita lo studioso Giampaolo Atzei che, nell’ambito di Storia e storie 2013, discuterà dell’esperienza mineraria in Sardegna. La miniera ha profondamente segnato il paesaggio, il rapporto tra l’uomo e la terra, in larghe parti dell’isola. Specialmente nel Sud-Ovest dell’Isola, nei comparti metallurgici e carboniferi dell’Iglesiente, lo sfruttamento del territorio ha determinato nuove forme e modalità di insediamento umano, talvolta reinterpretando in termini industriali precedenti presenze rurali, altre volte incidendo con formule originali e dirompenti nel contesto che le ha fatte proprie. Alla medievale Villa di Chiesa, divenuta nell’Ottocento la vivace città liberale di Iglesias, alla razionalistaCarbonia figlia dell’autarchia, l’area tra il Campidano e il Sulcis è costellata di episodi diversi di riscrittura del territorio. La conversazione presenterà il bilancio di quest’esperienza, segnata da villaggi fantasma, spettri di un Eldorado svanito e di cui si vagheggia un rilancio turistico, ma anche da insediamenti sopravissuti alla loro missione originale, conservando una loro vitalità a dispetto delle crisi e delle mutazioni sociali ed economiche della regione.

DOVE? Nuraminis, salone Montegranatico (VEDI MAPPA)

QUANDO? domenica 03 marzo 2013, dalle ore 18.15

CHI? Giampaolo Atzei (Carbonia 1974), dottore di ricerca in Storia Contemporanea presso l’Università di Cagliari, è responsabile dell’archivio storico dell’Associazione Mineraria Sarda. Giornalista, ricercatore ed amministratore del Centro Studi SEA, dove partecipa alla direzione della rivista scientifica “Ammentu”, è autore di diverse monografie e saggi. I suoi interessi di ricerca spaziano dalle dinamiche politiche, sociali ed industriali nella Sardegna moderna e contemporanea, al tema del viaggio e delle migrazioni, con un’attenzione particolare dedicata allo studio delle élite e dei ceti dirigenti, alle appartenenze di ceto ed all’organizzazione del tempo libero nelle aree minerarie dell’Isola.

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La diaspora greca in Sardegna sarà la protagonista del sesto appuntamento di Storia e storie dell’insediamento organizzato dall’associazione Khorakhané. Stefano Pira e Giampaolo Salicedell’Università di Cagliari illustreranno i risultati delle recenti ricerche condotte su questo affascinante tema, attraverso il caso del paese sardo di Montresta, comune nei pressi di Bosa, fondato nella metà del Settecento da una comunità di famiglie greche provenienti dalla Corsica e da Minorca.

Un affaire, quello di Montresta, che fece di questa piccola comunità greco-sarda la protagonista di un dibattito che vide impegnati la città regia di Bosa, i massimi livelli istituzionali dello Stato sardo, la Chiesa e il suo Pontefice. Sabato si parlerà anche dei numerosi “misteri” che ancora avvolgono la vicenda dei greci di Sardegna, ai quali verrà data risposta grazie ad una corposa serie di nuovi documenti inediti.

L’appuntamento di Khorakhané costituisce una anteprima del volume di prossima pubblicazione dal titolo Nostos, Montresta e i Greci. Diaspore, emigrazioni e colonie nel Mediterraneo dal XVIII al XIX secolo, per la AM&D edizioni.

DOVE? Nuraminis, salone Montegranatico (VEDI MAPPA)

QUANDO? Sabato 23 febbraio 2013, dalle ore 18.15

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Le case-forte sono un tipo architettonico ancora poco conosciuto, sebbene diffuso in maniera capillare in tutto il territorio della Sardegna. Queste strutture abitative erano la casa “rurale” dei nobili sardi, ma anche la sede di una serie complessa di funzioni, legate al ruolo giurisdizionale del feudatario.

Marcello Schirru, storico dell’architettura, ci guiderà alla scoperta di questa particolare forma di architettura, la quale sta permettendo agli storici di ricostruire aspetti essenziali della straordinaria stagione di colonizzazione, ripopolamento e riassetto rurali che hanno luogo tra Quattrocento e Settecento e nei quali la classe signorile e feudale sarda ha giocato un ruolo cruciale.

In occasione dell’incontro verranno proiettati alcuni estratti dal dvd “Quasi un Secentenario“, realizzato da Khorakhané e dedicato alla storia della casa-forte di Villasor.

DOVE? Nuraminis, salone Montegranatico (VEDI MAPPA)

QUANDO? Sabato 09 febbraio 2013, dalle ore 18.15

CHI? Marcello Schirru, ingegnere e dottore di ricerca in storia dell’architettura, è docente incaricato del Laboratorio di storia dell’architettura presso la facoltà di architettura di Cagliari dove collabora ai programmi didattici e di ricerca relativi alla stessa disciplina. Ha appena concluso un progetto biennale di ricerca sul tema dell’evoluzione urbana e architettonica dei complessi conventuali moderni in Sardegna, finanziato dalla regione Sardegna. Svolge la libera professione nel campo dell’architettura e del restauro.

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Fin dalla più remota antichità il grano ha rappresentato la coltura principe per il sostentamento delle genti sarde, sia nelle aree pastorali soggette a transumanza, che per le popolazioni stanziali di agricoltori. La sua coltivazione ha modellato nel corso dei secoli il paesaggio agrario dell’Isola. Ancora oggi il grano duro costituisce la coltura più importante della Sardegna e dalla sua valorizzazione dipende il rilancio dell’intero settore agro-alimentare della Regione.

Il Dr. Marco Dettori, ricercatore presso il Dipartimento per la Ricerca nelle Produzioni Vegetali (DirVE) dell’Agenzia Agris Sardegna, ci accompagnerà in questo viaggio affascinante per analizzare gli aspetti storici, economici ed agronomici della più caratteristica coltura del Mediterraneo.

DOVE? Nuraminis, salone Montegranatico (VEDI MAPPA)

QUANDO? Domenica 3 febbraio 2013, dalle ore 18.15

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Marco Milanese, ordinario di archeologia medievale all’Università di Sassari e direttore del Museo dei Villaggi Abbandonati della Sardegna, sarà il protagonista del secondo appuntamento di Storia e storie di Sardegna 2013, ciclo di incontri organizzato dall’associazione Khorakhané. A partire dalle 18.15 di sabato prossimo 26 gennaio, il prof. Milanese terrà una lezione dedicata alle più recenti ricerche archeologiche condotte sui villaggi abbandonati dal XIV al XVIII secolo nella Sardegna Nord-Occidentale: da Geridu ad Orria Pithinna, Villanova Montesanto e Bisarcio. Quello dei villaggi scomparsi è un tema di grande rilevanza storiografica e scientifica, che proprio grazie al prof. Milanese ha conosciuto una nuova esaltante stagione di studi.

IL RELATORE Marco Milanese è professore Ordinario di Archeologia dell’Università di Sassari ed in quella di Pisa, dopo essere stato docente anche negli Atenei di Genova, Siena-Arezzo e Cagliari. Nel 1984 ha vinto il Premio Internazionale di Archeologia ‘L’Erma di Bretschneider’, è stato Conservatore del Museo Archeologico di Montelupo Fiorentino e Ispettore Archeologo presso la Soprintendenza Archeologica della Toscana. Ha diretto circa 200 campagne di scavo e di ricerca in Liguria, Sardegna, Toscana, Lombardia, Abruzzo, Tunisia e Portogallo. È autore di oltre 350 pubblicazioni e membro di redazioni e di comitati scientifici di riviste scientifiche, direttore di collane di pubblicazioni archeologiche e nel 1997 ha fondato e dirige la rivista internazionale di studi ‘Archeologia Postmedievale’.

Lavora con continuità in Sardegna a partire dal 1992, dove si è intensamente occupato di archeologia urbana ad Alghero, di archeologia del potere e di incastellamento con gli scavi di Bosa, Monteleone Rocca Doria e di Castelsardo ed ha sviluppato un ampio progetto di ricerca archeologica sui villaggi abbandonati della Sardegna (tra Medioevo ed Età Moderna). E’ Direttore del Museo dei Villaggi Abbandonati della Sardegna (Sorso-Palazzo Baronale) e Direttore scientifico del Centro di Documentazione del Mejlogu medievale.

DOVE? Nuraminis, salone Montegranatico (VEDI MAPPA)

QUANDO? sabato 26 gennaio 2013, dalle ore 18.15

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Il sardo campidanese sarà la lingua protagonista del primo incontro del ciclo dedicati alla storia dell’insediamento in Sardegna e organizzato dall’associazione Khorakhané. Dalle ore 18 del 20 gennaio 2013, nel salone Montegranatico di Nuraminis [MAPPA], Daniele Carta, archeologo, terrà una lezione dal titolo Sinnus de sa presentzia de s’omini in is terras de s’antiga Curadoria de Nuraminis de sa Preistoria a s’Edadi arromana

Sa Chistioni. Sa chistioni pigada in arrexoni po custu attobiu est cussa de is mudas de sa trassa de s’insediamentu in is terras de s’antiga Curadoria de Nuraminis (chi prus o mancu pigàt su logu de is comunus de oi de Furtei, Nuraminis, Samassi, Samatzai, Seddori e Serrenti) de is sinnus prus antigus de sa Preistoria, po arribbai a s’Edadi nuraxesa e ai cussa cartaginesa e arromana, ponendi in luxi is sighiduras e is linias segadas, castiendi is memorias archeologigas prus mannas de su logu.

Daniele Carta bivit in Serrenti. Dottori in Archeologia e Istoria de s’Arti, at iscrittu e presentau tott’e duas is tesi de laurea cosa sua (sa de tres annus e sa magistrale) imperendi sa lingua sarda, at pigau parti a unu scant’e isgavus archeologigus e istudius de su logu in is comunus de: Casteddu, Crabonia, Isili, Muristeni, Nuragus, Nuraminis, Pau, Serrenti, Settimu. A oi est a su sigundu annu de sa Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici de s’Universidadi de Casteddu. Sa chistioni chi prus d’interessat est cussa de sa Civilidadi nuraxesa.

La relazione. La tematica affrontata in questa occasione è quella dell’evoluzione delle scelte insediative nel territorio dell’antica Curatoria di Nuraminis (approssimativamente corrispondente agli attuali territori comunali di Furtei, Nuraminis, Samassi, Samatzai, Sanluri e Serrenti) dalle prime tracce di Età preistorica, passando poi all’Età nuragica e a quella punico-romana, evidenziandone continuità e discontinuità attraverso l’analisi delle principali testimonianze archeologiche del territorio.

Daniele Carta vive a Serrenti. Dottore magistrale in Archologia e Storia dell’Arte, ha scritto e discusso entrambe le tesi di laurea. (triennale e magistrale) utilizzando la lingua sarda, ha preso parte a diversi scavi archeologici e prospezioni nei comuni di: Cagliari, Carbonia, Isili, Monastir, Nuragus, Nuraminis, Pau, Serrenti, Settimo S.Pietro. Attualmente è specializzando presso la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Cagliari. Suo principale campo di interesse è la Civiltà nuragica.

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