250px-Corsica_by_Piri_ReisTorna la rassegna Storie e protagonisti di luoghi scomparsi, a cura di Giampaolo Salice e Marcello Schirru, promossa dall’Associazione culturale Khorakhanè, con il patrocinio del Comune di Cagliari con una serata dedicata all’architettura religiosa e alle trasformazioni territoriali ad essa correlate.

Venerdì 9 maggio, alle ore 16, nell’Antico Palazzo di Città, Nicola Settembre, storico e archivista, proporrà un inedito approfondimento sull’architettura ecclesiastica nella Corsica medioevale, con un’attenzione specifica all’organizzazione territoriale della regione e al perdurare dell’estetica duecentesca anche in età moderna.

Andrea Pala e Rossana Martorelli, docenti di Storia dell’Arte e di Archeologia Cristiana e Medioevale per il Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio dell’Università di Cagliari, ricostruiranno invece le vicende dell’abbazia scomparsa di Santa Maria di Portu Gruttis, che si trovava un tempo ai piedi del colle cagliaritano di Bonaria, a presidio di un ampio e variegato sistema territoriale. Come di consueto, seguirà il dibattito con il pubblico.

Introduce e modera l’incontro Cecilia Tasca, docente di Archivistica dell’Università di Cagliari e studiosa della diaspora ebraica in età medievale.

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La storia del piccolo villaggio di fondazione greca Montresta attraversa temi cruciali della storia del Mediterraneo: diaspore e nostos, dispersioni e nostalgico ritorno, tolleranza religiosa, rapporto centro-periferia, controllo del territorio da parte delle comunità locali. Proprio Montresta, in piazza IV novembre, domani venerdì 26 luglio 2013 dalle ore 19, ospiterà la presentazione del volume Nostos, Montresta e i Greci – Diaspore, emigrazioni e colonie nel Mediterraneo dal XVIII al XIX secolo curato da Stefano Pira per la AM&D Edizioni.

Il libro ripercorre la progettazione della omonima colonia fondata dai greci. A metà del Settecento il re di Sardegna Carlo Emanuele III, il pontefice Benedetto XIV (Prospero Lambertini) e i sette vescovi sardi dialogano per varare il nuovo popolamento. Nell’arco di un decennio si accumulano mappe, studi e trattative tra Sardegna, Corsica, Grecia, Torino e Roma, tra regi e sacri palazzi.
I futuri coloni chiedono il rispetto della loro identità religiosa: la loro terra d’origine, la Maina, nel Peloponneso, accoglie sia cattolici di rito orientale che ortodossi, considerati scismatici. Benedetto XIV, con una sua Istruzione (inedita, pubblicata nel presente volume) sui greci nel Mediterraneo nei loro rapporti con la Chiesa di Roma, respinge le richieste greche. Saranno i greco-corsi ad accettare la professione di fede, arrivando nell’isola con successive ondate.

Montresta la greca diventerà sarda ma, a differenza di quanto racconta la leggenda romantica, non sarà un bagno di sangue da parte degli isolani a compiere la mutazione. Saranno invece i fattori storici di lunga durata, raccontati in centinaia di documenti, a selezionare la sopravvivenza nel dialogo-scontro con la combattiva classe dirigente della confinante città reale di Bosa. Montresta offre documenti di grande interesse che dimostrano quanto la Sardegna fosse attraversata da diaspore interne ed esterne, i cui fili univano centro e periferia, in uno sforzo di progettazione coloniale multietnico e multireligioso senza precedenti nella storia moderna dell’isola. 

All’appuntamento interverranno Antonio ZEDDA, sindaco di Montresta, Attilio MASTINO, rettore università degli studi di Sassari, Jannis Korinthios dell’Università degli studi della Calabria, Cecilia TASCA, Stefano PIRA e Giampaolo SALICE dell’università degli studi di Cagliari.

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