cagliari1943

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In occasione dell’anniversario dei bombardamenti su Cagliari avvenuti durante il secondo conflitto mondiale, verrà proiettato Cagliari 1943. Memorie di uno sfollamento il film realizzato dal documentarista Stefano Sernagiotto e dallo storico Giampaolo Salice ed edito da Khorakhané.

La proiezione, che si terrà il 17 febbraio 2020 alle ore 10:00 nella Chiesa di Santa Chiara a Cagliari, è organizzata dall’associazione Sant’Anna. Tutti i dettagli della manifestazione si trovano nella locandina dell’evento.




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Nel 2015 l’Associazione Khorakhané ha edito il documentario dal titolo “Cagliari 1943. Memorie di uno sfollamento“, di Stefano Sernagiotto e Giampaolo Salice. Il documentario, esito di un lavoro di ricerca durato oltre tre anni, si fonda sulla raccolta di circa 40 ore di interviste ai testimoni dello sfollamento e su un impegnativo scavo archivistico condotto su fonti locali, nazionali e internazionali. Dalla mole di informazioni collezionata per la realizzazione del documentario è nato anche un saggio, pubblicato dalla rivista scientifica Polo Sud. Il saggio, firmato da Giampaolo Salice, è disponibile all’indirizzo che segue.

Alcuni sfollati nel paese di Sant’Andrea Frius (anni ’40 del Novecento)

Fra le mani di Janas” è una mostra d’arte dedicata alla simbologia arcaica sarda, progettata e realizzata dall’artista Renzo Ugas, classe 1950, di origini nuraminesi, che oggi risiede e lavora in Svizzera. La mostra è un viaggio nel mondo mitologico e leggendario delle Janasle fate dell’antica tradizione sarda protagoniste di centinaia di fantastiche storie diffuse in tutta l’isola.

Gli arazzi realizzati dall’artista Ugas, che verranno sistemati nel Montegranatico di Nuraminis, nascono dall’intreccio tra tessitura e pittura e danno vita ad una serie di racconti che, attraverso i segni di un alfabeto immaginato dallo stesso artista, rappresenta il mondo simbolico dentro il quale nasce e si consuma il mistero delle antiche fate sarde.

L’installazione artistica vuole essere inoltre un omaggio alla laboriosità creativa delle donne sarde, provette in un artigianato che conosce nel tappetto e nel confezionamento degli abiti tradizionali sardi una delle sue espressioni più mature e apprezzate. La mostra sarà inaugurata alle ore 17 di domenica 21 ottobre con l’intervento di Mariassunta Pisano, sindaco del Comune di Nuraminis, di Giampaolo Salice, presidente dell’associazione Khorakhané, del noto artista Gianni Argiolas e dello stesso autore delle opere d’arte. Al termine della serata sarà offerto un piccolo rinfresco.

Oltre che il 21 ottobre sarà possibile visitare la mostra anche il 22 e 24 Ottobre (ore 9.00-12.00) e il 23 e 25 Ottobre (ore 16.00-19.00. L’ingresso è quello dalla Biblioteca Comunale.

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Khorakhané e la sua esperienza sono state tra le protagoniste del primo Convegno dell’Associazione Italiana di Public History (AIPH) e della IV Conferenza annuale dell’International Federation for Public History (IFPH), tenutisi congiuntamente tra il 5 e il 9 giugno 2017.

Nell’occasione RAI Storia ha effettuato una serie di interviste, tra le quali una al presidente della nostra associazione che ha illustrato alcuni dei progetti di public history realizzati da Khorakhanè come il documentario ‘Cagliari 1943. Memorie di uno sfollamento‘ che racconta l’esodo della popolazione di Cagliari a seguito dei bombardamenti anglo-americani e il progetto Fotografica, dedicato alla fotografica storica territoriale.

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Perché da quasi mille anni i nuraminesi manifestano una profonda devozione nei confronti de martire sardo? Che rapporto c’è tra il santo-militare e la cultura greco-bizantina di cui è erede Villagreca? Perché – secondo la leggenda – i contadini di Serramanna cercarono di rubare San Lussorio?

Si parlerà di questo e del legame tra il culto di Lussorio e l’acqua nell’incontro organizzato dal GAL Terra, Sole, Grano in occasione dei festeggiamenti nuraminesi in onore di San Lussorio. L’appuntamento è per per il 21 agosto, dalle 17.30 nella chiesetta campestre dedicata al santo. Introducono Mariassunta Pisano, Sindaco di Nuraminis e Irene Farris, assessore alla Cultura di Nuraminis. Interverranno lo storico Giampaolo Salice e l’archeologo Nicola Dessì. Parteciperanno inoltre Annalisa Utzeri (Comune di San Vito), una rappresentanza del Comitato di San Lussorio di San Vito e il gruppo Folk Sa Corona di Nuraminis.

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Lo sfollamento dei cagliaritani nel 1943 è il tema al centro del lavoro di raccolta delle testimonianze orali e documentarie che da quasi due anni portiamo avanti insieme al documentarista Stefano Sernagiotto e in collaborazione con l’associazione Khorakhané.
Domenica 7 settembre alle ore 10 a Mandas presenteremo l’anteprima del documentario dal titolo Memorie orali di uno sfollamento, che costituisce uno dei prodotti di questa appassionante ricerca. Un lavoro incentrato sia sulle testimonianze dei cagliaritani che dovettero abbandonare la città aggredita dai bombardieri anglo-americani, sia su quelle dei paesani che offrirono loro rifugio in campagna, sia infine sulla documentazione d’archivio inedita reperita negli archivi locali, nazionali e internazionali.
L’anteprima verrà presentata nell’ambito del Festival letterario D.H. Lawrence, giunto alla sua VIII edizione (consulta il programma).

Festival Lawrence 2014

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Villaggi scomparsi e “ladri di santi” saranno al centro del secondo incontro di “Storie e protagonisti di luoghi scomparsi” (locandina), la rassegna “Storie e protagonisti di luoghi scomparsi” promosso da Khorakhanè, con il patrocinio del Comune di Cagliari.

Al Search (largo Carlo Felice n. 2, Cagliari) dalle ore 16 di venerdì 11 aprile Maily Serra, dottoranda di ricerca presso il Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio dell’Università di Cagliari, illustrerà la vicenda storica ed economica della Trexenta e le influenze sull’architettura e sullo sviluppo urbano di un territorio ricco di interesse con specifica attenzione al villaggio di Siurgus Donigala.

Giampaolo Salice, assegnista di ricerca del Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio dell’Università di Cagliari, svelerà il complesso intreccio di spinte giurisdizionali, sociali e produttive che si nascondono dietro la “inventio” e la reinvenzione del culto di Sant’Antioco Martire (Iglesias). Un “santo rubato” che per secoli fa discutere i massimi livelli istituzionali del regno di Sardegna, vescovi, arcivescovi e pontefici e innesca una contesa che coinvolge sia popolazioni locali che diaspore mediterranee, fino a diventare, nell’Ottocento, il simbolo della costruzione di un nuovo spazio urbano e della rinascita di una “piccola” patria locale.

Introduce e modera Carlo Atzeni, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale ed Architettura dell’Università di Cagliari.

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