San Lussorio di Nuracesus. Un rito secolare visto da nuove prospettive

In questi giorni a Nuraminis si celebrano i riti in onore di San Lussorio. È la festa più importante per la comunità campidanese, che rievoca la sosta del martire militare Lussorio in occasione del suo viaggio verso il martirio. Il momento più sentito e affascinante del culto è il rientro del santo

Al tramonto del 21 agosto un folto corteo di fedeli, alla sola luce delle candele, lascia la chiesetta campestre di San Lussorio e avanza nelle ombre che si infittiscono. Alla loro testa è Lussorio, diretto alla chiesa parrocchiale gotico-sarda di San Pietro, alla quale fa ritorno dopo essere rimasto per una notte nel buio della campagna, quasi indifeso, in una terra di confine anticamente contesa dai villaggi vicini. 

Si compie così un rito antico, le cui origini affondano nella prima età moderna, quando il villaggio di San Lussorio di Nuracesus viene abbandonato e le sue terre fatte oggetto di contesa. La processione è dunque carica di valore giurisdizionale, serve cioè ad affermare la signoria di Nuraminis su un’area di confine tra le più preziose per l’economia del villaggio, perché sede delle colture specializzate della comunità (la vigna, l’olivo) e di un piccolo stagno che in passato riforniva di sale i nuraminesi. 

Con l’aiuto di Macedda, un Parrot AR.Drone 2.0, gettiamo uno sguardo inedito e sperimentale su quest’area di passaggio, dove storia, santità, potere, fede ed interessi fondiari si sono intrecciati per secoli.

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