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| Salviamo l'Archivio di Stato di Cagliari. Firma la petizione | | Stampa | |
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Proponiamo la Lettera del Presidente dell'ANAI - Sezione Sardegna al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, scritta per evitare il declassamento dell'Archivio di Stato di Cagliari ***** Al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. le Enrico Letta Al Ministro per i Beni e le Attività culturali, On. le Massimo Bray La proposta di riforma del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che da qualche giorno circola in rete sta creando serie preoccupazioni anche nel mondo archivistico e culturale della Sardegna, giacché in tale progetto l’Archivio di Stato Cagliari è escluso dal novero degli così detti Archivi nazionali, venendo pertanto di fatto declassato. Preme sottolineare che l'Archivio di Stato di Cagliari ha una vicenda antica, strettamente collegata agli eventi politici e istituzionali che videro la città svolgere, per secoli, il ruolo di capitale del Regnum Sardiniae, passando attraverso le dominazioni catalano-aragonese, spagnola, austriaca e piemontese, sino all'Unità d'Italia. Tale ruolo primario è stato riconosciuto all’Archivio di Stato di Cagliari anche nell’ordinamento unitario: la legge archivistica del 1939 n. 2006, Tabella A, lo considerò fra i primi 20 Archivi, e lo ribadì la legge n. 340 del 1953 dove l’allegato 2 della Tabella A, pur riducendo a 13 gli istituti di livello superiore, manteneva fra questi Cagliari. L’Archivio fu istituito nel 1332 da Alfonso IV, re d'Aragona, ad appena nove anni dallo sbarco nell'isola (1323), situato nel Castello di Cagliari, esercitò sin da allora le funzioni di archivio generale del Regno conservando tutti i documenti prodotti dall'amministrazione aragonese, prima, spagnola poi e infine sabauda. Senza soluzione di continuità, sino ad oggi, l’Archivio ha proseguito le sua attività di conservazione e di centro propulsore culturale di primo piano nei confronti dell’intero territorio regionale. Di notevole importanza, in questo senso, la presenza della Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica di gloriosa tradizione - il primo corso fu inaugurato il 13 novembre 1877 - dove si sono formati storici, archivisti e tuttora si formano archivisti e professionisti qualificati. All’interno dell’istituto anche la presenza di un Laboratorio di restauro, considerato un punto di riferimento fondamentale nello specifico settore sia nei rapporti con la Regione Sardegna che con le due Università, elemento che conferisce notevole valore aggiunto all’Istituto stesso. L’Archivio conserva un patrimonio ricco di storia che affonda le radici nei profondi legami con il mondo mediterraneo, dato le relazioni istituzionali che l’hanno legata per secoli alla Corona d’Aragona prima e alla Monarchia di Spagna poi. Tali rapporti si riflettono nella documentazione conservata che costituisce un importante e imprescindibile punto di riferimento per gli studiosi anche stranieri che frequentemente affollano la Sala di studio. L’Archivio di Stato di Cagliari costituisce un simbolo dell’identità autonomistica della Sardegna, in esso sono conservati gli atti dei Parlamenti sardi dei secoli XV-XVIII e i più recenti processi verbali della Consulta regionale e dell’Alto Commissariato per la Sardegna che portarono alla costituzione della Regione Autonoma della Sardegna (1943-1949). Al Presidente del Consiglio, al Ministro per i Beni culturali, al Presidente della Regione Sardegna, al presidente del Consiglio Regionale, al Sindaco di Cagliari chiediamo di fare quanto è in loro potere per impedire una scelta che non solo è priva di qualunque senso (logico, storico, scientifico, politico, amministrativo), ma che rappresenta un ennesima offesa ad una terra già sofferente. Si teme che tale proposta se portata avanti, non considerando le rilevanti problematiche gestionali che in termini di servizi un tale istituto comporta nei confronti dell’utenza e del territorio, potrebbe avere pesanti ricadute, non solo sul prestigio, la visibilità e la valorizzazione del patrimonio, ma ancor più sulla ripartizione delle risorse economiche e sui livelli occupazionali. PER FIRMARE LA PETIZIONE CLICCA QUI |
| Memorie orali di uno sfollamento. L'anteprima | | Stampa | |
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Nel 1943, all'indomani dei terribili bombardamenti che colpirono Cagliari, decine di migliaia di cagliaritani furono costretti ad abbandonare la città e trasferirsi nell'entroterra. Per tutte le informazioni è possibile scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure rivolgersi al SEARCH, Largo Carlo Felice (070 6777187), alla MEM – Mediateca del Mediterraneo, Via Mameli 164 (070 6773865), alla Galleria Comunale D'Arte, Largo G. Dessì (070/6776454 www.museicivicicagliari.it) o presso Musei Civici, Archivio Storico e Biblioteche Comunali. Dove? L'anteprima avrà luogo presso Sala espositiva Archivio Storico (SEARCH), Largo Carlo Felice, 2 Cagliari |
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