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Le case-forte nella storia d'età moderna in Sardegna PDF  | Stampa |

Le case-forte sono un tipo architettonico ancora poco conosciuto, sebbene diffuso in maniera capillare in tutto il territorio della Sardegna. Queste strutture abitative erano la casa "rurale" dei nobili sardi, ma anche la sede di una serie complessa di funzioni, legate al ruolo giurisdizionale del feudatario.

Marcello Schirru, storico dell'architettura, ci guiderà alla scoperta di questa particolare forma di architettura, la quale sta permettendo agli storici di ricostruire aspetti essenziali della straordinaria stagione di colonizzazione, ripopolamento e riassetto rurali che hanno luogo tra Quattrocento e Settecento e nei quali la classe signorile e feudale sarda ha giocato un ruolo cruciale.

In occasione dell'incontro verranno proiettati alcuni estratti dal dvd "Quasi un Secentenario", realizzato da Khorakhané e dedicato alla storia della casa-forte di Villasor.

DOVE? Nuraminis, salone Montegranatico (VEDI MAPPA)

QUANDO? Sabato 09 febbraio 2013, dalle ore 18.15

CHI? Marcello Schirru, ingegnere e dottore di ricerca in storia dell'architettura, è docente incaricato del Laboratorio di storia dell'architettura presso la facoltà di architettura di Cagliari dove collabora ai programmi didattici e di ricerca relativi alla stessa disciplina. Ha appena concluso un progetto biennale di ricerca sul tema dell'evoluzione urbana e architettonica dei complessi conventuali moderni in Sardegna, finanziato dalla regione Sardegna. Svolge la libera professione nel campo dell'architettura e del restauro.

 
 
Il messaggio letto in occasione del terzo incontro di Storia e storie 2013 PDF  | Stampa |

L’associazione culturale KhoraKhanè saluta e ringrazia tutti i presenti al 3° incontro in programma di storia e storie dell’insediamento in Sardegna.

Prima di dare inizio ai lavori vorrei fare una piccola premessa e quindi informare soprattutto chi partecipa per la prima volta ai nostri incontri che la nostra iniziativa ha come obiettivo sviluppare attività e utilità culturali intesi come occasione di aggregazione, relazione e amicizia.

Siamo qui dunque non per via del periodo elettorale o per cercare appoggi e favoritismi politici né, tantomeno, per un tornaconto economico. Ma per accogliere tutti coloro che volessero aiutarci a far crescere questa nostra esperienza associativa, partecipando attivamente al nostro gruppo. Tesserarsi è importante perchè ci aiuta a sostenere i costi che queste iniziative comportano. Infatti, siamo sì riconosciuti come associazione, ma non riceviamo nessun finanziamento. Ci rendiamo conto che in periodi di crisi esistono altre priorità nella gestione delle poche risorse disponibili. Tuttavia, riteniamo che sia nostro dovere mantenere desta l’attenzione su tematiche culturali a cui è legata la nostra identità di cittadini europei, italiani e, soprattutto, sardi anche quando si appartiene ad una piccola comunità quale quella di Nuraminis.

Quest’anno il corso di storia propone due incontri sul tema dell’agricoltura. Il primo è dedicato al grano, strettamente legato alla storia dell’umanità perché rientra nel primo gruppo di piante addomesticate dall’uomo. Ma il grano e i cereali simboleggiano anche la storia della nostra comunità e dell’intera isola. Il grano rappresenta la base dell’alimentazione umana nel mondo occidentale. Il pane, dapprima azzimo, come insegna la Bibbia, e poi lievitato grazie agli Egiziani, è diventato la risorsa alimentare fondamentale anche in Sardegna, al punto che veniva utilizzato nei baratti, nei commerci e nelle prestazioni lavorative fino a circa 50 di anni fa.

Al grano è legata la nascita del montegranatico nella seconda metà del 700, per sottrarre i contadini dalla dipendenza del prestito usuraio o per mantenere delle scorte minime per le famiglie bisognose. L’importanza del grano si è mantenuta inalterata fino al ‘900:  basta ricordare l’importanza data a questa coltura durante il ventennio fascista con la cosiddetta “Battaglia del Grano”.

L'incontro di oggi è utile a sottolineare quanto il grano sia importante ancora oggi, soprattutto per le economie giovanili e delle famiglie, in particolare nel nostro territorio che presenta grandi potenzialità per la produzione di grani di alta qualità.

Nonostante le sue potenzialità, la Sardegna dipende dalle importazione per il soddisfacimento del proprio fabbisogno di grani e di macinati. Inoltre, il nostro prodotto, pur di ottima qualità, non viene opportunamente valorizzato, così che sembra vero il detto secondo il quale noi sardi siamo bravi nel produrre ma non nel vendere.

Nella nostra comunità non ci sono più le attività artigianali di filiera (come il molino, il pastificio, i forni del pane - salvo il caso del forno di Valerio Ligas ) e le botteghe artigianali per la produzione di dolci. Nel frattempo, invasi dai prodotti della globalizzazione, continuiamo a perdere “pezzetti” della nostra identità. Insieme alla storia e  abbiamo pensato fosse importante far incontrare il comparto agricolo con l’attività scientifica che opera dietro l’angolo presso l’azienda San Michele di Ussana e fare in modo che le informazioni e conoscenze si potessero trasmettere più direttamente ai diretti interessati, cioè gli agricoltori.

Auspichiamo che ciò possa contribuire a risollevare un territorio da una crisi dovuta anche al progressivo abbandono delle attività e del territorio.

Di questi argomenti ci parlerà il nostro ospite Marco Dettori, agronomo e ricercatore dell’agenzia Agris Sardegna e che si occupa principalmente del miglioramento genetico del grano, di problematiche della filiera e del mantenimento in purezza delle varietà brevettate dall’Agenzia. Lascio quindi la parola al nostro ospite ricordandovi che dopo la relazione dedicheremo un breve spazio alle domande, commenti e considerazione da parte del pubblico.

 
   


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